Da Pienza a Castiglione del Lago per il Festival “Coloriamo i Cieli”

Da Pienza a Castiglione del Lago (Festival Coloriamo i Cieli – dal 30 aprile al 4 maggio 2014)

Oggi andiamo a descrivere un affascinate percorso che si articola tra due Regioni, Toscana ed Umbria, che consiglio a tutti di fare durante il periodo del ponte (quando si può) del 1° maggio. Durante il ponte del 1° maggio infatti si tiene a Castiglione del Lago, in provincia di Perugia, la consueta ed annuale (per questo anno siamo alla XXIII^ edizione) manifestazione “Coloriamo i Cieli” che, se incappati in giornate di bel sole, altro non può che lasciare memorabili ricordi anche per chi, alla guida della propria moto, più piccolo non è. Ma arriviamoci per gradi. SINTESI DEL PERCORSO:

  • chilometri totali: chilometri 65,5
  • durata del percorso senza soste: 1 ora e 25 minuti
  • tipologia del percorso: strada asfaltata e regolare
  • per la mappa dell’intero percorso clicca qui.

Prima di affrontare il percorso odierno, desidero lasciare alcuni appunti su Pienza, dove abbiamo alloggiato ieri sera, di ritorno da San Quirico d’Orcia, meta di terme e relax. Pienza_mappa_paese_c

Pienza: la città fino al 1462 altro non era che un piccolo borgo di nome Corsignano. L’evento che ne cambiò le sorti fu la nascita nel 1405 di Enea Silvio Piccolomini che 53 anni dopo divenne Papa Pio II. Proprio un viaggio del pontefice verso Mantovalo portò ad attraversare il luogo di nascita e il degrado che trovò lo portò a decidere la costruzione sopra l’antico borgo, affidandone il progetto all’architetto Bernardo Rossellino: costruzione che durò circa quattro anni e portò alla luce una cittadina armoniosa e con forme tipicamente quattrocentesche. La morte prematura di papa Pio II chiuse anche la storia della nuova città che da allora ha subito limitate modifiche. Pienza è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia d’Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale. Per la bellezza del suo centro storico rinascimentale nel 1996 Pienza è entrata a far parte dei Patrimoni naturali, artistici, culturali dell’UNESCO, seguita poi nel 2004 dalla stessa zona valliva in cui sorge: la Val d’Orcia. Partiamo da Pienza nella bella domenica mattutina del 5 maggio 2013, portando le nostre BMW in direzione di Montichiello percorrendo per oltre 5 chilometri la Strada Provinciale del Monte Amiata. Devo dire che il vino ed il pecorino alla griglia con il rigatino  mangiati la sera prima all’Osteria Sette di Vino in Piazza di Spagna a Pienza, ancora lascia i suoi trascichi, tanto da meritarsi un’altra visita appena possibile: è stata una splendida serata in compagnia di Lucianino che oltre che a farci degustare ottime pietanze toscane, ci ha intrattenuto con la sua proverbiale simpatia classica de “I Toscanacci”. Perché abbiamo deciso di porre la ruota davanti in direzione di Monticchiello: perché Monticchiello è piccolo borgo medievale sotto forma di castello che conserva ancora oggi inalterato il suo fascino gotico.  Monticchiello è noto oltre che per la sua bellezza, anche per il Teatro Povero di Monticchiello. Si tratta di rappresentazioni ideate e interpretate dalla gente del luogo e che hanno luogo verso la metà del mese di luglio; gli abitanti del luogo compongono anche la musica e le scenografie. Da “esperimento popolare” l’esperienza teatrale di Monticchiello è divenuta un significativo esempio del fare teatro in Italia. Scattate alcune fotografie al borgo di Monticchiello decidiamo per riprendere il cammino con le nostre moto, questa volta direzione Montepulciano. Imbocchiamo via della Circonvallazione e Via Cappelli che, attraverso un percorso molto regolare lungo circa 8,5 chilometri di aperta campagna e con un solo doppio piccolo tornante, ci porta a Montepulciano (SI). N.B.: anche se non mi sento in regola civilmente parlando, ma fate attenzione ai vari autovelox che in queste strade periodicamente sbucano, in special modo dopo aprile, a tutto discapito dei viaggiatori tranquilli che invece di spendere auto per saldare una multa, preferirebbero acquistare una buona bottiglia di vino Nobile di Montepulciano.  Una volta scesi dalle moto, ci consultiamo solo per decidere se i nostri occhi, oltre che guardare le meraviglie che Montepulciano ci offre, devono anche porre attenzione a trovare un buon luogo dove fermarsi per la sosta. Nonostante diversi pareri contrari comunque decidiamo di far scalpitare il più possibile i cavalli delle nostre moto per cui faremo una sosta a Montepulciano, come nella nostra prossima tappa di Chianciano, ma rimandando il pranzo alla destinazione finale di Castiglion del Lago.

Montepulciano (SI) montepulciano

Cenni Storici

Di antica e lunga storia, Montepulciano ha origini dal popolo degli Etruschi a partire dal IV secolo a.C.. Il centro abitato ha caratteristiche di borgo medievale a forma di “S” ed è racchiuso entro tre cerchia di mura, costruite tutte verso il XIV secolo. Di origine etrusca e fondata, secondo la leggenda da Porsenna, Lucumone di Chiusi; alcuni documenti e reperti rinvenuti in Fortezza, ne fanno risalire l’esistenza già al IV-III secolo a.C. In epoca romana fu sede di un esercito posto a difesa delle strade consolari. Fu evangelizzata da San Donato, vescovo di Arezzo nel IV secolo. Nel luogo dell’attuale Chiesa della Madonna di San Biagio, esisteva la Sancta Mater Ecclesia in Castello Pulliciano, così in un documento del 715 in epoca longobarda conobbe il suo primo sviluppo; infatti in alcuni atti notarili dell’Archivio dell’Abbazia del SS. Salvatore sull’Amiata, si trovano documenti tra i quali uno dell’806 ed i testimoni, tutti di Montepulciano, erano preti, chierici, un medico e un orafo, segno di un elevato livello civile e culturale. Nel XII secolo, la Repubblica di Siena volendo sottomettere Montepulciano, libera e ricca, dette inizio ad una serie di guerre, che i Poliziani affrontarono con l’aiuto di Perugia e di Orvieto, ma più assiduamente e con esiti alterni, con l’appoggio diFirenze. All’inizio del XIII secolo la vitalità della città, promossa dall’intrapendenza della borghesia mercantile, manifatturiera e agricola, prese ad attirare le mire di Firenze e Siena. Il Trecento fu segnato da forti contese per il potere tra le famiglie maggiori; una relativa stabilità si ebbe sotto la Famiglia Del Pecora che, divisi al loro interno nell’appoggiare Firenze, Siena o Perugia, divennero Signori di Valiano e tiranni di Montepulciano. Nel 1390 Montepulciano si alleò stabilmente con Firenze, cui premeva disporre di un caposaldo strategico a sud di Siena. Dagli inizi del Quattrocento a metà del Cinquecento, Montepulciano ebbe il proprio periodo aureo, scandito da stabilità politica, prestigio culturale, fioritura artistica. Il XV secolo fu l’epoca dell’umanista Bartolomeo Aragazzi, segretario apostolico di Papa Martino V e del grandissimo poeta Angelo Poliziano. Un’eccezionale fervore edilizio contrassegnò il XVI secolo: architetti quali Antonio da Sangallo il Vecchio, Jacopo Barozzi detto Vignola, Baldassarre Peruzzi, Ippolito Scalza eressero sontuose dimore patrizie, splendide chiese e diversi punti del centro urbano furono abbelliti. In questo periodo visse il cardinale Marcello Cervini, che sedette sul soglio pontificio per soli 28 giorni con il nome di Marcello II. Nel 1511, i Poliziani, conclusa la definitiva pace con i Fiorentini, incisero sulla porta e sull’architrave della sala del consiglio la seguente iscrizione: Recuperatio Libertatis, A.D. 1511. Dal 1559, con la sottomissione di Siena al principato mediceo, Montepulciano perse parte della rilevanza strategica e politica passata, ma mantenne il prestigio. Si stabilirono a Montepulciano storiche famiglie poliziane dei NobiliTarugi,ContucciBellarminoRicciCerviniBenciCiniCocconi e numerose altre, che dettero grandi uomini alla Chiesa, alle lettere, alle arti e alle armi: un sommo pontefice, numerosi Cardinali, molte decine di Vescovi, Prelati insigni in grande numero, ed una grande quantità di uomini che furono eccellenti in molte discipline. Uno dei suoi figli più affezionati, il cardinale Giovanni Ricci, nel 1561, ottenne da Papa Pio IV, con il consenso del Granduca, che Montepulciano fosse decorata della sede episcopale e del titolo della città. Montepulciano ottenne così l’elevazione a sede episcopale e si eseguì la successiva demolizione dell’antica pieve per costruire l’imponente cattedrale (1594) su progetto di Ippolito Scalza e secondo i principi della Controriforma, della quale uno dei padri emeriti fu il poliziano cardinale Roberto Bellarmino. Alla morte del cardinale Giovanni Ricci, il Granduca Ferdinando lasciò i Capitanati di Montepulciano e Pietrasanta al libero governo della Granduchessa Cristina di Lorena che vi rimasero fino alla sua morte, avvenuta nel 1636. La Granduchessa dette molto impulso alla costruzione della nuova Cattedrale, dove il Vescovo Antonio Cervini, nel 1680 celebrò per primo il Pontificale e fu consacrata nel 1712 dal Vescovo Francesco Maria Arrighi, che nel 1714 consacrò la Chiesa del Gesù. Nel 1700 il vescovo Cervini consacrò anche la Chiesa di Sant’Agnese e nel 1714 il vescovo Angelo Maria Vantini consacrò la Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Nel XVIII secolo fiorì l’Accademia degli Intrigati, che, insieme all’attività letteraria, edificò nel 1793 un teatro, negli stanzoni del quattrocentesco Monte di Pietà, come aveva già fatto in precedenza in Via Collazzi ed in Palazzo Comunale. La lunga stagione lorense segnò per Montepulciano l’inizio di una diffusa ripresa economica e sociale. La bonifica della Valdichiana favorì la ricolonizzazione agricola del fertile fondovalle; la conseguente riorganizzazione del sistema viario facilitò i contatti commerciali. Con l’Unità d’Italia, Montepulciano (che passò allora dalla provincia d’Arezzo a quella di Siena) s’impose come principale mercato agricolo dell’area, mentre le attività imprenditoriali slittarono verso il fondovalle, attratte dalla ferrovia (presente fin dal 1884) e dalla maggior facilità di collegamento con l’emergente nodo ferroviario di Chiusi.

Curiosità su Montepulciano: occorre segnalare una manifestazione che si tiene tutti gli anni l’ultima domenica di agosto: il Bravio delle Botti. Si tratta di una manifestazione molto emozionante dove due persone, detti gli “Spingitori’, due per ogni contrada, che spingendo assieme una botte di 85 Kg, si contendono per gli irti 1650 metri del Corso di Montepulciano, il “Panno del Bravìo”. Dopo esserci saziati di arte e storia all’interno di Montepulciano, propendiamo tutti per una visita, seppure breve ad una cantina rappresentativa del Vino Nobile di Montepulciano: optiamo per visitare il “Podere Il Macchione” di Simone e Leonardo che gentilissimi ci aprono le loro cantine e ci permettono di degustare un ottimo Nobile del 2009. Anche se un pò provati dalla visita alla cantina, non tanto per il piccolo assaggio, ma per non poter aver potuto continuare nella degustazione pena il ritiro della patente, decidiamo di rimetterci in moto, questa volta destinazione finale Castiglion del Lago. Lasciato Montepulciano alle spalle con la promessa di farla diventare una meta finale di una delle nostre gite domenicali, imbocchiamo la Strada Provinciale n. 40, verso Chianciano Terme e poi l’omonima Strada Provinciale n. 146 di “Chianciano. Percorriamo circa 12 chilometri e, arrivati a Chianciano Terme, percorriamo la città attraverso Viale della Libertà e poi, senza fermarsi, via Baccelli che ci riporta nuovamente fuori da Chianciano, decisi a proseguire il nostro percorso. Lasciato Chianciano ci attendono altri 35 chilometri circa per arrivare a Castiglion del Lago, attraversando l’abitato di Chiusi percorrendo sempre la strada provinciale 146 di Chianciano. Attraversiamo Chiusi verso Chiusi Scalo per imboccare, dopo il confine tra Toscana ed Umbria, la strada regionale 71, che ci porta dritti (è il caso di dirlo non avendo affrontato una curva degna del suo nome) a Castiglione del Lago.

Castiglione del Lago

castiglione Arriviamo di buona lena a Castiglione del Lago e decidiamo di parcheggiare, vista anche la sua posizione strategica, direttamente al Residence Castiglione di  “Ivanella”, persona particolarmente cara a me e mia moglie avendo soggiornato da Ivanella nel 2007 nel corso di una vacanza all’insegna del relax dato che mia moglie Chiara era in dolce attesa del nostro primo figlio.  Consigliamo per tutti coloro che intendono fare una visita a Castiglione, di soggiornare in questa struttura, gestita in modo curato da una persona carina come Ivanella: si trova poi a due passi sia del lago e sia del centro del paese quindi connubio perfetto per chi avesse intenzione di visitare tutto e poi ottimo punto di partenza per proseguire la visita dell’intero lago e dei paesini affacciati su di esso come Tuoro e Passignano. Che dire di Castiglione del Lago. Oltre allo spettacolo insuperabile della sua natura particolarmente felice, Castiglione del Lago offre la possibilità di tutti gli sport acquatici, come vela, windsurf, sci d’acqua, canottaggio, nuoto e balneazione; si può praticare il trekking e la mountan-bike lungo la pista ciclabile che costeggia il lago, lontano dai rumori e dall’asfalto; ci sono inoltre campi da tennis, percorso vita, campi da beach-volley, maneggi per equitazione. La cucina è quella tipica del lago arricchita dai piatti della vicina Toscana: si può mangiare in ristorante, in agriturismo o in enoteca: sarete sempre trattati con la competenza e la cortesia che hanno resa l’Umbria amata da tutti. Il centro storico di Castiglione del Lago, ancora tutto compreso dentro le mura medievali, è in pratica diviso in due grandi sezioni: la metà ad est è totalmente occupata dal Palazzo Ducale e sue pertinenze, e dalla Fortezza. Nell’800 vi si è aggiunto il complesso ospedaliero di Sant’Agostino. La metà ad ovest è il centro abitato, la cui disposizione, anche questa come la fortezza stabilita da frate Elia da Cortona – lo stesso che innalzò la prima Basilica di Assisi – si rifà interamente al numero 3. Tre infatti le porte di accesso al paese, tre le strade principali, tre le piazze, e perfino il Mastio ha soltanto tre lati.

Coloriamo i Cieli: per chi avesse poi intenzione, come noi, di tornare bambini, consigliamo di prendere parte alla manifestazione annuale (quest’anno siamo alla XXIII^ edizione) che si tiene a Castiglione del Lago. Non c’è modo migliore per descrivere la manifestazione se non utilizzare le stesse parole dei fondatori della manifestazione stessa:  “Nell’aquilone ho sempre visto un simbolo di libertà, di gioia, un messaggio di pace trasportato da un vento che non ha confini”. Vi lascio qui a seguito anche alcune fotografie che meglio possono descrivere l’evento e meglio di me possono emozionare i lettori di questo post.

Buona visione ma soprattutto Buon Gas!!

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7 risposte a “Da Pienza a Castiglione del Lago per il Festival “Coloriamo i Cieli”

  1. Noi siamo stati a vedere “coloriamo i cieli” 2 anni fa e ci è piaciuto moltissimo, l’anno scorso abbiamo riprovato ma abbiamo trovato una coda terribile!!!
    Ah, eravamo in auto 😉

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