RS – “RENNSPORT”

RS: “RennSport” (tratto dal libro Moto BMW, Storia, tecnica, modelli dal 1923 di Wolfgang Zeyer – Jan Leek)

RS, acronimo di RennSport, ossia corsa, fu la base di partenza per lo sviluppo dei modelli BMW a sospensione integrale, che ottennero un così grande successo fornendo un contributo superiore a qualsiasi altra moto nel processo di evoluzione delle due ruote. Il forcellone posteriore debuttò sulle moto ufficiali da gara e venne introdotto quattro anni dopo sulle moto di serie. Inizialmente, il prototipo della Rennsport fu dotato ancora della forcella telescopica delle prime moto ufficiali da gara. La versione di serie della RS, invece, fu realizzata con la cosiddetta “forcella Earles”, che fu introdotta dodici mesi dopo, sui modelli stradali. Il telaio della RS era molto diverso da quello dei modelli a sospensione integrale ma spuntò nuovamente sulla Serie /5 del 1969.

L’evoluzione delle gloriose “Rennsport” inizia con la modifica delle moto da corsa anteguerra. La potenza di 43 CV non sollecitava particolarmente la forcella telescopica e la sospensione posteriore telescopica. Il nuovo motore venne realizzato in meno di un anno, inizialmente con una corsa ed un alesaggio entrambi di 68 millimetri; questo rapporto venne successivamente portato a 66 x 72.

Nel secondo anno, il 1953, il propulsore fu dotato di un angolo fra le valvole diverso e la potenza aumentò a 50 CV, quasi quanto quella sviluppata dai pluricilindrici italiani, che dominavano la scena agonistica dell’epoca. Ancora più sorprendente fu il peso di appena 125 chilogrammi.

Nel 1954 la versione civile della “Rennsport” fu prodotta in 24 esemplari: si distingueva da quelle ufficiali solo per il rapporto di compressione e per una potenza di cinque CV in meno. Già nel 1953, le moto ufficiali furono dotate di un sistema di iniezione con iniettori collocati lateralmente all’interno dei condotti di aspirazione. Lo sviluppo delle versioni ufficiali continuò attraverso gli anni sotto la guida di Alex von Falkenhaussen, che tornò alla BMW nell’autunno del 1954.

Nel 1956 la “versione ufficiale” fu equipaggiata con un motore decisamente a corsa corta, pari a 64 millimetri, con alesaggio di 70 millimetri. Si parlò di una potenza di 58 CV  a 9000 giri/minuto nella versione con carburatori, i quali furono occasionalmente impiegati su quei circuiti dove venivano particolarmente richieste buone doti di coppia ed un’erogazione progressiva della potenza. Sui circuiti veloci come Monza e Spa si utilizzava sempre il sistema di alimentazione ad iniezione, il carburante fu iniettato direttamente all’interno delle camere di combustione attraverso un iniettore posizionato di fronte alla candela di accensione, permettendo così non solo di erogare una potenza più elevata, ma anche di ridurre i consumi.

Un sistema a iniezione diretta del genere venne progressivamente vietato in ambito sportivo. Il basamento del motore fu realizzato in magnesio, mentre i cilindri in lega di alluminio e successivamente rivestiti con uno strato di cromo. I pistoni furono dotati di quattro fasce elastiche, al fine di smaltire meglio il calore come sulla R69 e sulle precedenti versioni con compressore, dove il problema legato all’evacuazione del calore era particolarmente difficile da risolvere.

dale

A prima vista potrebbe sembrare illogico equipaggiare con aste e bilancieri un motore dotato di due alberi a camme in testa. La ragione di questa scelta risiede nella riduzione dell’ingombro in larghezza del motore, Un comando diretto tramite punterie a tazza avrebbe comportato l’impiego di numerosi ingranaggi, al fine di collegare l’uno con l’altro i due alberi a camme. Il motore a corsa corta del 1956 fu montato su diversi tipi di telaio, tra i quali uno con un forcellone, dotato di un braccio oscillante separato e di un albero cardanico che scorre liberamente sul medesimo lato, privo di relazioni in seguito alle variazioni di carico. Oltre a Walter Zeller, anche il giovane John Surtees partecipò per la prima volta con una BMW al Gran Premio di Germania del 1955 al Nurburgring. Quando per ragioni personali, nel 1957 Zeller decise di mettere fine alla propria carriera, per la stagione del 1958 vennero ingaggiati Geoff Duke e Dickie Dale. Duke riuscì effettivamente ad aggiudicarsi la gara di primavera a Hockenheim, senza poi raccogliere altri risultati di rilievo, mentre Dale conquistò punti su punti, concludendo la stagione al terzo posto in classifica mondiale.

Dal 1959 in poi, la RS lascio praticamente alle spalle il suo ruolo di moto monoposto: tra il 1954 ed il 1974 la BMW si aggiudicò infatti 19 titoli mondiali nella classe Sidecar.

ottima foto sidecar

Nell’arco di questi 21 anni, solo due Campionati furono appannaggio delle moto costruite in proprio da Helmut Fath. In tal modo,però, le due ruote marchiate BMW conquistarono la fama di ottime moto da sidecar. Se durante il campionato del 1956 Walter Zeller avesse tagliato senza problemi il traguardo della Solitude, a Monza, o anche in una sola di queste due gare, la BMW potrebbe fregiarsi ancora oggi di un titolo mondiale nella classe regina.

A quel punto nessuno avrebbe potuto più mettere in discussione le doti delle moto costruite a Monaco. Come riflesso economico, quest’unico titolo avrebbe probabilmente rivestito un’importanza maggiore rispetto ai 19 Campionati Mondiali vinti su tre ruote.

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2 risposte a “RS – “RENNSPORT”

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