Da Firenze all’alta Versilia passando per la Garfagnana – 2013

Questo itinerario vuole rendere un omaggio ai bellissimi scenari dell’alta Versilia e della Garfagnana.
Si tratta di un percorso che può essere fatto in una sola giornata oppure, per gli amanti delle montagne, può prevedere una sosta nei pressi del lago Isola Santa, ai piedi del Parco delle Alpi Apuane.

Sintesi del percorso:
– chilometri totali: 200
– durata senza sosta: circa 3 ore e mezzo;
– percorso: autostrada A11 da Firenze sino a Lucca, poi solo strada statale e provinciale senza tratti sterrati;
– per la mappa del percorso clicca qui.

Partiamo in una bella giornata di sole al mattino presto da Firenze Nord, imboccando l’autostrada A11 in direzione mare. Proseguiamo per circa 69 chilometri per poi, arrivati nei pressi della città di Lucca, prendere l’uscita Lucca Est.
Usciti dall’autostrada proseguiamo dritti imboccando la Strada Statale 12 in direzione Borgo a Mozzano che raggiungiamo solo dopo appena 21 chilometri, per la nostra prima sosta.
Approfittiamo infatti di questa fermata per dare uno sguardo al famigerato “Ponte del Diavolo”, per la precisione Ponte della Maddalena, ammirabile opera di ingegneria medievale risalente al XIV secolo.
Decidiamo per questa sosta principalmente mossi dalla curiosità del luogo legata alla sua leggenda.
La leggenda narra di un capo muratore impegnato nella costruzione del Ponte che era molto preoccupato del ritardo accumulato nella stessa costruzione. Egli dunque scese a patti con il Diavolo, il quale gli consentì di completare l’opera in una sola notte in cambio della prima anima che avesse attraversato il Ponte. Il capo muratore accettò e il Ponte fu ultimato. Il capo muratore, disperato per l’imminenza del pesante tributo al Diavolo, corse dal Parroco del paese, il quale, ascoltata la confessione, escogitò uno stratagemma: fece attraversare il Ponte ad un cane, il Diavolo lo prese e si buttò nelle acque del fiume. Si racconta inoltre che il cane, un pastore maremmano del tutto bianco, ogni tanto si veda passeggiare sul ponte nelle ultime sere di ottobre che rappresenti il diavolo che ancora cerca l’anima del capocantiere.

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Decidiamo di metterci nuovamente in marcia in direzione Castelnuovo di Garfagnana, che dista poco più di 25 chilometri percorrendo, prima la Strada Provinciale 20 Lodovica per circa 17 km e poi per la strada statale 445 per ulteriori 6 chilometri.
La sosta qua è breve perché abbiamo intenzione di fermarsi per un ottimo pranzo presso il lago Isola Santa, al quale ci arriviamo seguendo la strada provinciale di Arni (o Valdarni) per una decina di chilometri, dove, affamati, sostiamo al ristorante “Da Giacco” in via Valdarni n. 2, dove abbiamo potuto assaggiare degli ottimi funghi porcini, ovuli e prugnoli, del tartufo, le carni locali, la pasta ed i dolci, rigorosamente, fatti in casa; il tutto accompagnato da un ottimo vino in botte.
Dopo l’ottima sosta ed un buon caffè, ci rimettiamo in sella delle nostre amatissime BMW, questa volta con obiettivo Seravezza, transitando per l’abitato di Terrinca, percorrendo, da prima la Strada Provinciale di Arni e poi la Strada Provinciale 9.
Giunti a Seravezza, optiamo per non fermarci ma per dirigere le nostre moto verso Pietrasanta (a soli 5 km da Seravezza percorrendo sempre la SS9) dove invece avevamo già programmato la sosta, vista l’importanza della città.
Pietrasanta, capoluogo della Versilia storica, è un centro per la lavorazione del marmo e del bronzo d’importanza internazionale, crocevia di scultori provenienti da tutto il mondo.
Grazie a un centro storico ricco di monumenti e ben curato, il paese ha con il tempo preso il volto di un vera e propria città d’arte, con numerose gallerie e grandi esibizioni stagionali sulla Piazza del Duomo e nella Chiesa di Sant’Agostino.

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Riprendiamo le nostre moto per dirigerci verso la nostra ultima metà nonché arrivo della nostra meravigliosa escursione, ossia verso la città di Camaiore, comune situato a sud-ovest delle Alpi Apuane e ad est della pianura e del litorale della Versilia.
Una menzione particolare su Camaiore: ogni anno, in occasione della festa religiosa del Corpus Domini si tiene la processione su tappeti di segatura colorata. Il 6 giugno 1844 il duca Carlo Ludovico di Borbone partecipò alla processione del Corpus Domini. In seguito alla presenza della famiglia Borbone di Parma, i tradizionali tappeti di fiori e mortella furono sostituiti dai tappeti di segatura. Ancora oggi si usa la segatura, materiale facilmente reperibile e una volta colorata, di grande effetto. Gli artigiani locali preparano intelaiature in legno con sagome di compensato intagliate secondo il disegno stabilito. Gli stampi, uno dopo l’altro, vengono appoggiati sul selciato e su di essi si passa la segatura con il setaccio. La lavorazione all’aperto è frenetica e precisa: tutta l’opera deve essere compiuta dal tardo pomeriggio alle prime luci dell’alba. I tappeti superano i 40 m di lunghezza e 2 di larghezza. Il tema del tappeto ha subito variazioni nel corso del tempo: da temi a sfondo strettamente religioso (immagini sacre) si sono trasformati in motivi innovativi che affrontano tematiche sociali come la pace, la guerra, la violenza, la fratellanza e l’amore.

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